La Riforma in pillole: 12° puntata – Le donazioni

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Il codice del terzo settore va a semplificare e riformare anche la disciplina delle donazioni ad enti del terzo settore.
La disciplina relativa alla scaricabilità delle donazioni è in vigore a partire dal 1 gennaio 2018 e quindi è un elemento di sicuro interesse per le associazioni.

Le donazioni agli enti del terzo settore possono essere detraibili o deducibili, naturalmente i due meccanismi non sono cumulabili tra loro, né con eventuali detrazioni od deduzioni previste da altre normative sulle medesime erogazioni. In sintesi una donazione non può essere scaricata due volte.
In base all’art. 83 del codice del terzo settore le erogazioni liberali sono detraibili dal reddito delle persone fisiche nel limite del 30% , per un importo complessivo in ciascun periodo d’imposta non superiore a 30.000 euro.
La percentuale è innalzata al 35% qualora la donazione sia effettuata a favore di una organizzazione di volontariato, un ente per il quale il legislatore ha sempre un occhio di riguardo.

In alternativa le erogazioni liberali effettuate da persone fisiche, enti e società sono deducibili dal reddito complessivo netto del soggetto che dona nel limite del 10 per cento del reddito complessivo dichiarato.
Qualora la deduzione sia di ammontare superiore al reddito complessivo dichiarato, diminuito di tutte le deduzioni, l’eccedenza delle deduzione può essere ”spalmata” sul reddito complessivo dei periodi di imposta successivi, non oltre il quarto, fino a concorrenza del suo ammontare.

Le donazioni in denaro per fruire delle deducibilità e della detraibilità devono essere effettuate tramite banca poste o altro intermediario abilitato.
Un apposito decreto ministeriale invece stabilirà le tipologie dei beni in natura che daranno diritto alla detrazione o alla deduzione d’imposta e sono stabiliti i criteri e le modalità di valorizzazione delle liberalità di cui ai commi 1 e 2.
I beneficiari delle donazioni devono essere enti del terzo settore che al momento della loro iscrizione nel registro unico del terzo settore abbiano dichiarato la loro natura non commerciale
L’ eventuale perdita della natura non commerciale va comunicata dal rappresentante legale dell’ente all’Ufficio del Registro unico nazionale del Terzo settore della Regione o della Provincia autonoma in cui l’ente ha la sede legale, entro trenta giorni dalla chiusura del periodo d’imposta nel quale si è verificata. In caso di mancato invio di questa comunicazione, il legale rappresentante dell’ente è punito con una sanzione amministrativa da 500 euro a 5.000 euro.
Al momento e fino all’istituzione del registro unico devono essere associazioni di volontariato, di promozione sociale o onlus iscritti nei rispettivi registri.
Quindi donate donate donate…

Avv. Cristina Muzzioli

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– Prima puntata: i principi ispiratori della riforma
Seconda puntata: definizione di enti del terzo settore
Terza puntata: i settori di attività
Quarta puntata: le attività “altre”
Quinta puntata: la raccolta fondi
Sesta puntata: i volontari
Settima puntata: l’assenza di scopo di lucro
Ottava puntata: il registro unico del terzo settore
Nona puntata: la contabilità
Decima puntata: i libri
–  Undicesima puntata: il diritto transitorio